Qual è il numero che decide se un gestionale hotel ti farà risparmiare?
Con uno o nessun canale basta un foglio condiviso; con due o tre canali sotto le venti camere un channel manager da trenta a sessanta euro al mese; da quattro canali in su un gestionale completo si ripaga. In un hotel di 40 camere con cinque canali, le sei voci del lavorare con fogli e canali scollegati costavano circa 51.250 euro l'anno, il 4,3 per cento del fatturato. Un prodotto costa fra 1.500 e 4.800 euro l'anno, il pezzo su misura fra 25.000 e 60.000 il primo anno e rende rispetto a un prodotto oltre le 136 camere o con più strutture e regole proprie.

Sono le dieci di sera di un sabato di giugno, in un albergo di quaranta camere sul lago, e alla reception ci sono due coppie con la valigia in mano che mostrano sul telefono la stessa conferma per la camera 12. Una ha prenotato dal sito alle sette, l'altra su Expedia alle nove. La disponibilità era giusta nella testa della receptionist, giusta sul foglio, giusta su Booking e sbagliata su Expedia, perché alle tre del pomeriggio una cancellazione aveva liberato la camera e qualcuno l'aveva riaperta in un posto solo. Una coppia dorme altrove, a spese dell'albergo, e domani scrive una recensione.
Un gestionale hotel serve a togliere questo sabato, ma non tutti gli alberghi ne hanno bisogno, e chi ne ha bisogno spesso compra prima il sito di prenotazione e poi scopre che il problema stava dietro. Trovi che cosa significa davvero questa parola, il numero che dice se ti serve, quanto costa non averlo, come si tengono allineati i canali, come si registrano gli ospiti senza ricopiare, quando conviene un prodotto pronto e quando costruire qualcosa.
Una premessa onesta: dal 1999 costruisco software per aziende, e ho costruito e venduto LegalDesk, un programma per studi legali dove una scadenza persa è un danno. Un albergo ha lo stesso problema con un'altra materia prima: una camera non venduta stanotte non si vende più. Il caso che uso in tutto l'articolo è un albergo tipo di quaranta camere, costruito con ordini di grandezza che ho visto in progetti simili e con le medie del settore: non sono i dati di un cliente e non voglio farli passare per tali. Servono a mostrare il metodo, e il metodo lo rifai con i tuoi numeri in un pomeriggio.
Che cos'è un gestionale hotel, e che cosa non è
Un gestionale hotel è un sistema che tiene nello stesso posto le cose che in una struttura ricettiva si toccano ogni giorno: la disponibilità delle camere, la scheda di ogni prenotazione, la registrazione degli ospiti, il conto con le caparre e gli extra, la fattura e gli adempimenti di legge. Nel gergo del settore la parte centrale si chiama PMS, che sta per sistema di gestione della struttura, e il pezzo che tiene allineati i canali di vendita si chiama channel manager. Il valore non sta in nessuna di queste funzioni da sola, sta nel fatto che ognuna legge ciò che ha scritto l'altra.
Non è il sito con il motore di prenotazione. Quello incassa una prenotazione diretta, ed è utile, ma da solo non sa che la camera 12 è stata venduta mezz'ora fa su un altro canale. Non è il programma di fatturazione: emette fatture elettroniche e basta, e di solito ignora la tassa di soggiorno, la caparra e il conto del ristorante. Non è il foglio di calcolo con il tabellone delle camere, che funziona benissimo fino a quando a scriverci è una persona sola, e smette di funzionare il giorno in cui sono due.
La differenza si sente con una domanda: "quali camere sono libere stanotte, su tutti i canali, in questo momento?". Se la risposta richiede di aprire tre pagine e fidarsi di quello che ricorda la receptionist, quello che hai è un insieme di strumenti, non un gestionale. Non è per forza un male: un albergo di otto camere con un solo canale può vivere benissimo con un calendario condiviso, e più avanti trovi la soglia sotto la quale non conviene altro.
Per una struttura più complessa la definizione si allarga: entrano i gruppi e le agenzie con le loro tariffe, i pacchetti con mezza pensione, il ristorante e la sala congressi che addebitano sul conto della camera, e più strutture sotto uno stesso proprietario con listini diversi. Più si allarga, meno il prodotto standard ti somiglia, ed è lì che nasce la domanda su cosa conviene costruire.
E se l'hotel ha già un gestionale?
È il caso più frequente, e la risposta non è quasi mai "buttalo". Prima di cambiare, misura che cosa fa e che cosa no: se il sistema che hai aggiorna da solo i canali, compila gli ospiti per la Questura e prepara la tassa di soggiorno, il problema non è lo strumento ma l'uso. Se invece ogni risposta richiede un'esportazione e un foglio, hai un archivio, non un gestionale. In quel caso la strada meno costosa è spesso un pezzo piccolo accanto a quello che hai, che legge i dati e produce la lista del giorno, senza toccare cassa e contabilità.
Un ultimo conto, che chi vende non fa: il costo di cambiare idea. Un prodotto si lascia con un'esportazione dei dati e un mese di fastidio; un pezzo su misura ha un proprietario, che sei tu. Prima di firmare qualunque contratto chiedi come si esportano anagrafica degli ospiti, storico delle prenotazioni e tariffe, e in quale formato. È la domanda che separa chi ti tratta da cliente da chi ti tratta da ostaggio.
Perché in un albergo la stessa camera viene venduta due volte?

Succede perché la disponibilità vive in più posti e ogni posto si aggiorna a mano o con un ritardo. Nessun passaggio, preso da solo, è un errore: la cancellazione si registra, la camera si riapre, il cliente prenota. Il danno sta nello spazio fra un canale e l'altro, in quei minuti o ore in cui la stessa camera risulta libera in un posto e venduta in un altro.
Il primo spazio è fra la cancellazione e la riapertura. Chi riceve la disdetta la scrive dove si trova in quel momento, e poi deve ricordarsi di riaprire la camera su ogni canale. Chi lo fa su quattro su cinque lascia il quinto chiuso, e la camera resta invenduta per un motivo che nessuno vedrà mai. Nel caso tipo sono 160 notti l'anno, circa una camera libera ogni due notti a rotazione, ferma perché da qualche parte risultava piena.
Il secondo spazio è l'opposto, ed è il più visibile: la camera riaperta troppo presto, o venduta due volte. Qui l'albergo deve ricollocare l'ospite in un'altra struttura, di solito di categoria uguale o superiore, pagare la differenza, spesso rimborsare e quasi sempre incassare una recensione sotto le quattro stelle. Una ricollocazione costa nel caso tipo circa 210 euro tra notte altrove, trasporto e rimborso, e con dodici episodi l'anno sono 2.520 euro. È la voce più piccola, e quella che si ricorda di più, perché ha un volto e una sera precisa.
Il terzo spazio sta nelle tariffe: ogni canale ha il suo listino e le sue regole, e ogni volta che si cambia un prezzo bisogna cambiarlo cinque volte. Il quarto sta nelle richieste particolari: il letto in più, la camera tranquilla, l'intolleranza per la colazione, che arrivano per mail e per telefono e finiscono su un post-it. Il quinto sta nell'arrivo: chi arriva dopo le venti trova una reception diversa da quella che ha preso la prenotazione, e deve spiegare tutto da capo.
Nessuno di questi errori ha un colpevole, e per questo costano. Un sistema che si limita a mostrare un tabellone non li vede; uno che tiene un'unica scheda per ogni prenotazione e un'unica disponibilità li fa emergere uno per uno, con una camera e un importo. La regola che uso con i clienti è semplice: se per rispondere a "quale camera è libera stanotte" servono più di dieci secondi e più di una persona, la disponibilità non è sotto controllo.
Quanto costa ogni anno gestire l'hotel con fogli e canali scollegati?

Si calcola in sei voci, ognuna misurabile con dati che l'albergo ha già. Il caso tipo è una struttura con 40 camere, occupazione del 62 per cento, tariffa media di 112 euro a notte. Fanno 9.052 notti vendute l'anno, circa 1.014.000 euro di camere e, con colazioni, bar e extra per circa 186.000, 1,2 milioni di fatturato. Le prenotazioni sono circa 4.100, con una permanenza media di 2,2 notti, e arrivano da cinque canali: due portali di prenotazione, il sito, telefono e mail, agenzie e gruppi.
La prima voce sono le camere libere per disponibilità non allineata: 160 notti l'anno in cui una camera era vuota e risultava chiusa su qualche canale. A 112 euro fanno 17.920 euro, il 35 per cento del totale. È la voce che nessuno vede, perché non lascia traccia: una camera che nessuno ha prenotato non protesta.
La seconda è il tempo della reception: ogni prenotazione richiede in media nove minuti di ricopiature tra scheda dell'ospite, comunicazione alla Questura, registro interno e dati per la fattura. Per 4.100 prenotazioni sono 615 ore, a un costo orario di 19 euro fanno 11.685 euro. La terza sono le commissioni evitabili: i portali trattengono di solito fra il quindici e il diciotto per cento, e se un albergo senza motore di prenotazione sul sito porta alla vendita diretta cinque punti in meno di quelli che potrebbe, cioè 450 notti, il conto è 450 per 112 per il 17 per cento, 8.568 euro.
La quarta sono la prima nota, le fatture e la tassa di soggiorno riconciliate a mano: sei ore a settimana per 52 settimane, a 22 euro l'ora, fanno 6.864 euro. La quinta sono le tariffe lasciate ferme nelle notti quasi piene: 22 notti l'anno in cui l'albergo era pieno con tre giorni di anticipo, e le ultime dieci camere venivano vendute al prezzo base quando se ne poteva chiedere il quindici per cento in più, per 3.696 euro. La sesta sono le doppie prenotazioni, già viste: 2.520 euro.
Il totale è di circa 51.250 euro l'anno, il 4,3 per cento del fatturato. Le prime tre voci da sole pesano il 74 per cento. Una regola pratica: sotto il 2 per cento del fatturato il problema non è una priorità e conviene guardare altrove; sopra il 4 quasi certamente lo è. Fra il 2 e il 4 dipende da quanto cresci e da quanto lavori in alta stagione, dove le voci pesano il doppio.
Quali di queste voci sono stime e quali sono misure?
Lo dico chiaramente perché è il punto dove i preventivi si truccano. Le notti vendute, le ore di reception e le commissioni sono misure: le trovi nel gestionale che hai già o nell'estratto dei portali. Le notti chiuse per errore e le tariffe non alzate sono stime, e le stime si controllano: per le prime basta confrontare per un mese il tabellone con i portali ogni mattina, per le seconde guardare le ultime dieci camere vendute nelle notti piene. Se non hai il tempo di misurarle, togli quelle due voci dal conto: il totale scende a circa 30.000 euro, e la conclusione di solito resta la stessa.
Qual è il numero che decide se serve un gestionale hotel?

Non è il numero di camere, né la stagione. È quanti canali aggiorni a mano: in quanti posti diversi devi scrivere la stessa disponibilità o lo stesso prezzo ogni volta che qualcosa cambia. Si conta in cinque minuti: portali di prenotazione, sito, telefono e mail, agenzie, eventuale ristorante o sala che vendono insieme alle camere. Ogni posto in più moltiplica le occasioni di errore, e la crescita non è lineare, perché ogni coppia di canali può andare fuori sincrono.
Le soglie che uso sono queste. Con uno o nessun canale il problema non esiste: un calendario condiviso o un foglio basta, e chi ti propone un sistema da diecimila euro ti sta vendendo un problema che non hai. Con due o tre canali e meno di venti camere basta un channel manager, che costa di solito fra trenta e sessanta euro al mese e tiene allineato quasi tutto. Da quattro canali in su, o sopra le venticinque camere, un gestionale completo con il channel manager dentro si ripaga, perché oltre all'allineamento prende in carico ospiti, conto e adempimenti.
Il caso tipo ha cinque canali aggiornati a mano e quaranta camere, quindi sta nella terza fascia. Accanto a questo servono due controlli che non costano nulla. Il primo: quante volte l'anno hai dovuto ricollocare un ospite; sopra le sei è un segnale forte, sopra le dodici è un'emergenza. Il secondo: quanto tempo passa fra una cancellazione e la riapertura della camera su tutti i canali. Se la risposta è "dipende da chi c'è", il tempo medio è molto più lungo di quanto credi.
Perché il numero sia onesto va misurato in alta stagione, non a novembre. A novembre quasi nessuno sbaglia, perché ci sono poche prenotazioni; a giugno e a settembre il numero di eventi si moltiplica e gli errori con lui. Meglio calcolarlo anche per fascia: il fine settimana pieno e l'infrasettimanale vuoto hanno storie diverse. E se hai più di una struttura, conta i canali di ognuna: la complessità è la somma, non il massimo.
Come si tiene allineata la disponibilità fra portali, sito e telefono?
Si tiene con una sola fonte di verità e con un pezzo che la copia verso gli altri canali ogni volta che cambia. La fonte è il gestionale: ogni vendita, cancellazione o blocco si registra lì, in qualunque modo sia nata, e il channel manager la riporta su ogni portale in pochi secondi. Dove la riapertura è automatica, nessuno deve ricordarsi di niente, ed è questo il guadagno vero.
I dettagli che decidono se funziona sono pochi. Il primo è la direzione del flusso: la prenotazione che arriva da un portale deve scendere nel gestionale e da lì chiudere la camera sugli altri canali, non il contrario. Il secondo è il tipo di camera: se vendi "doppia standard" e hai quindici camere identiche, il sistema deve contare, non assegnare; l'assegnazione della camera giusta si fa all'arrivo, e un'assegnazione fatta troppo presto toglie flessibilità. Il terzo sono le chiusure: una camera in manutenzione o bloccata per il proprietario deve chiudersi in un solo punto.
Poi c'è il tema che quasi nessuno considera: che cosa succede quando il collegamento si ferma. Un channel manager può restare giù per un'ora, e in quell'ora i portali vendono con l'ultima disponibilità che hanno. Un sistema serio ha un margine di sicurezza, cioè tiene sempre una camera in meno di quelle libere sui portali nelle notti piene, e ha un allarme che avvisa la reception se l'ultimo aggiornamento è più vecchio di quindici minuti. Sono due regole che costano nulla e salvano il sabato di giugno.
Per le prenotazioni dirette vale il ragionamento opposto: il sito dell'albergo deve poter vendere la stessa disponibilità, con una tariffa leggermente più bassa o un vantaggio concreto come la colazione inclusa o il parcheggio. Il motore di prenotazione sul sito, collegato al gestionale, è il modo più economico per ridurre le commissioni, e nel caso tipo vale 8.568 euro l'anno solo con cinque punti di quota spostati. Non si ottiene con il sito da solo: serve che il prezzo sul sito sia davvero conveniente e che la pagina si carichi in fretta da telefono.
E per telefono e mail resta un compito umano, ma con un aiuto: chi risponde deve vedere la stessa disponibilità del sito, nello stesso istante, e poter bloccare la camera per quindici o venti minuti mentre l'ospite decide. Senza quel blocco, la camera che offri al telefono è la stessa che sta vendendo il sito. Non serve nulla di sofisticato: serve che esista una sola tabella delle camere.
Come si registrano gli ospiti, l'Alloggiati Web e la tassa di soggiorno senza ricopiare?
Si registrano una volta sola, alla prenotazione o all'arrivo, e i dati scendono da soli dove servono. In Italia ogni struttura ricettiva deve comunicare alla Questura le generalità degli ospiti entro ventiquattro ore dall'arrivo, tramite il portale Alloggiati Web; deve poi dichiarare i movimenti alla statistica regionale e, dove esiste, riscuotere e riversare l'imposta di soggiorno al comune. Sono tre adempimenti che chiedono gli stessi dati: nome, data di nascita, cittadinanza, documento, date di arrivo e partenza.
Il difetto classico è che quei dati si scrivono tre volte: sul modulo cartaceo all'arrivo, sul portale della Questura la sera, nel foglio per la tassa a fine mese. Il tempo è quello che pesa nel caso tipo, 11.685 euro l'anno, ma il rischio è altrove: un errore di trascrizione in un documento, una comunicazione dimenticata un giorno di grande affluenza, una tassa calcolata male per un gruppo con esenzioni. Sono i punti dove un controllo sbaglia, e dove un controllo automatico non si distrae.
Un buon gestionale permette di raccogliere i dati prima dell'arrivo: l'ospite compila un modulo dal telefono con la conferma di prenotazione, carica il documento, e alla reception resta da verificare e consegnare la chiave. Questo da solo toglie la coda al banco alle sei di sera, che è dove il tempo si perde di più. I dati scendono nel tracciato richiesto dal portale della Questura e nella statistica, e il sistema calcola la tassa in base al comune, ai giorni, all'età e alle esenzioni.
Attenzione ai due limiti. Il primo è la protezione dei dati: i documenti degli ospiti sono dati personali, e chi li raccoglie online deve dire per quanto tempo li conserva e a chi li passa, cancellandoli quando il motivo è finito. Un sistema che li tiene per sempre su un servizio di un fornitore che non conosci è un rischio che si decide a freddo, prima di comprare. Il secondo è la responsabilità: la comunicazione alla Questura resta in capo al gestore, anche se la prepara il sistema. Il sistema deve avvisare quando manca un invio, non nasconderlo.
Nell'elenco degli obblighi c'è anche il codice identificativo nazionale, il CIN, che le strutture devono esporre e indicare negli annunci. Un gestionale ben fatto lo tiene sulla scheda della struttura e lo riporta sul sito e sui portali, così non si dimentica in nessuno dei posti dove va scritto. È un esempio piccolo di una regola generale: ogni dato che va in più posti deve vivere in uno solo.
Come si fatturano e si incassano soggiorni, caparre e conti del ristorante?

Si fatturano e si incassano partendo dalla stessa scheda dalla quale è nata la prenotazione. La caparra versata, il saldo all'arrivo, la colazione, il bar, il parcheggio e il conto del ristorante si addebitano sulla camera e si chiudono in un'unica fattura elettronica, con l'imposta di soggiorno separata dal prezzo. Quando le cose stanno in un posto solo, il conto alla partenza si stampa in un minuto invece di venti.
I punti dove un albergo perde soldi sono tre. La caparra: richiesta per telefono e incassata con un bonifico che nessuno abbina alla prenotazione, o dimenticata del tutto, e il giorno dopo la camera resta occupata per un ospite che non si presenta. Un sistema serio registra la caparra sulla prenotazione, la scala dal saldo e, se prevista, la trattiene in caso di mancato arrivo secondo la regola scritta. Il conto del ristorante: l'addebito sulla camera fatto a voce o su un foglio, che la mattina dopo non si trova. Gli extra: il minibar, il parcheggio, le escursioni che si dimenticano di mettere al conto, e che in un anno valgono più di quanto si pensi.
C'è poi la fatturazione vera e propria, con le sue regole: i clienti privati, le aziende con partita IVA che chiedono la fattura all'arrivo, i gruppi con una sola fattura intestata all'agenzia, i buoni e le convenzioni. Qui conta la capacità di dividere il conto: la camera a carico dell'azienda e gli extra a carico dell'ospite, due fatture dalla stessa scheda, senza ricopiare. Un sistema che non lo sa fare costringe a riscrivere, e a riscrivere si sbaglia.
Un conto che l'albergatore non fa mai è quello della prima nota. Se ogni incasso, per contanti, carta, bonifico o portale, finisce sulla scheda giusta, la prima nota si genera da sola e il commercialista riceve un file invece di un fascio di ricevute. Nel caso tipo le sei ore a settimana di riconciliazione scendono a una, e il risparmio non è nelle ore ma nell'assenza di errori a fine mese, quando si scopre che un incasso di un portale non torna con la fattura.
Va chiarito un punto sui portali: molti incassano loro dall'ospite e riversano all'albergo con la commissione già trattenuta, altri lasciano incassare all'arrivo. Sono due flussi diversi, con scadenze diverse, e vanno trattati come due flussi diversi. Un gestionale utile sa dire quanto devono ancora versare i portali alla fine di ogni mese, e non lasciarlo scoprire dall'estratto conto.
Come si prezzano le camere senza indovinare?
Si prezzano guardando tre numeri ogni giorno: quanto manca all'arrivo, quante camere restano libere e che prezzo hanno fatto le notti uguali dell'anno scorso. Con questi tre si sa se tenere il prezzo base, alzarlo o abbassarlo, senza indovinare. Un gestionale che li mostra insieme fa in due minuti ciò che a mano richiede un'ora, e soprattutto lo fa ogni giorno invece di tre volte a stagione.
Nel caso tipo ci sono 22 notti l'anno in cui l'albergo era pieno con tre giorni di anticipo e le ultime dieci camere sono state vendute al prezzo base. Se in quelle notti si fosse chiesto il quindici per cento in più sulle ultime dieci camere, come fanno quasi tutti i concorrenti più attenti, il ricavo sarebbe stato di 3.696 euro più alto. Non è una cifra enorme: è la voce più incerta del conto, e per questo non va mai venduta come la ragione per comprare qualcosa. Ma è una cifra che si ripete ogni anno, e cresce con le dimensioni dell'albergo.
Il lavoro sulle tariffe ha un limite onesto: alzare i prezzi non basta se la domanda non c'è. L'albergo con il sessanta per cento di occupazione in bassa stagione non ha un problema di prezzo dinamico, ha un problema di domanda, e nessun sistema lo risolve. Qui il gestionale serve a un'altra cosa: a dire quali giorni sono davvero vuoti e a quali segmenti conviene offrirli, per esempio gruppi, aziende o soggiorni lunghi con tariffa dedicata.
Le regole di prezzo è meglio che le scriva una persona, e che il sistema le applichi. Un esempio concreto: "se mancano meno di tre giorni e restano meno di cinque camere, tariffa base più quindici per cento, mai oltre il prezzo massimo scritto sul listino". Una regola così si controlla, si cambia e si spiega a un socio. Un sistema che propone un prezzo senza dire perché, e lo applica da solo, è un rischio: la prima volta che sbaglia in un fine settimana di Pasqua, l'albergo lo scopre dalle recensioni.
Un ultimo punto riguarda la parità tariffaria: i portali di solito chiedono che il prezzo sul sito non sia più alto del loro, e alcuni contratti lo impongono. Prima di dare uno sconto al sito per spostare le prenotazioni dirette, controlla che cosa dice il tuo contratto; molte strutture offrono un vantaggio che non è un prezzo, come la colazione, il parcheggio o il ritardo nella partenza, che aggira il problema.
Quanto costa un gestionale hotel: prodotto, PMS con moduli o su misura?

Dipende dalla strada, e le strade sono tre. Un prodotto già pronto per alberghi, con channel manager e motore di prenotazione, costa di solito fra 1.500 e 4.800 euro l'anno per una struttura di questa dimensione, con un avviamento fra 500 e 2.000 euro. Un gestionale con moduli aggiuntivi, per esempio ristorante, sala congressi e centro benessere, sta fra 4.000 e 9.000 euro l'anno. Un pezzo costruito attorno al tuo modo di lavorare, accanto a un prodotto che già tiene la cassa, costa fra 25.000 e 60.000 euro il primo anno.
Nel caso tipo, un prodotto pronto da circa 2.400 euro l'anno e 1.200 di avviamento recupera, conservativamente, il 60 per cento delle prime tre voci, cioè circa 22.900 euro l'anno, e si ripaga in meno di due mesi. Il pezzo su misura costa circa 58.000 euro in più in cinque anni di un prodotto, e nel caso con 40 camere porta un beneficio in più di circa 17.000: non conviene. Il conto si ribalta più in alto: il beneficio in più cresce con le camere, circa 85 euro l'anno per ogni camera, e incrocia il costo intorno a 136 camere, o a una rete di sei o sette strutture con regole che nessun prodotto conosce.
Quando ha senso costruire? In tre casi. Il primo è quando hai più strutture con regole proprie: tariffe che passano da una all'altra, ospiti che soggiornano in due posti con un unico conto, un unico magazzino di biancheria. Il secondo è quando vendi qualcosa che nessun prodotto sa vendere: pacchetti con escursioni, trasferimenti, esperienze con fornitori esterni, dove la camera è una parte e non il tutto. Il terzo è quando il tuo vantaggio sta nel processo: se la tua struttura si distingue per come accoglie l'ospite, un programma che ti obbliga a farlo come tutti gli altri è un costo nascosto.
Il resto del tempo conviene un prodotto, e conviene dirlo con onestà: io costruisco software su misura per vivere, e il consiglio più utile che do a un albergo di quaranta camere è quasi sempre "comprane uno". Dove entro è quando il prodotto non parla con il resto, per esempio con il programma della contabilità o con il sistema di prenotazione del ristorante: un piccolo ponte, costruito bene, può costare 5.000 euro e togliere cinque ore alla settimana.
Quanto costa passare da un sistema all'altro?
Il costo vero non è la licenza, è il cambio di abitudini. Cambiare gestionale a metà stagione è il modo più sicuro di avere tre sabati sbagliati di fila. Il momento giusto è novembre o gennaio, con le prenotazioni future importate dal sistema vecchio, controllate una per una nelle prime due settimane. Conta anche l'importazione degli ospiti storici, utile a chi vuole fare una campagna di ritorno: dati puliti, senza doppioni e con il consenso a ricevere messaggi dove manca.
Dove l'intelligenza artificiale aiuta in un gestionale hotel, e dove no
Aiuta dove prepara il lavoro a una persona che poi controlla, e non deve mai decidere da sola dove ci sono i soldi dell'albergo o i dati degli ospiti. In una struttura ricettiva la linea è netta, ed è bene tracciarla prima di comprare qualcosa che prometta miracoli.
Può scrivere le risposte alle mail degli ospiti, nella lingua dell'ospite e nel tono scelto dall'albergo, partendo dalla scheda della prenotazione: una bozza per ognuna, che la receptionist legge e manda. Può riassumere in tre righe come è andata la settimana, quanti arrivi, quante cancellazioni, quali notti restano vuote. Può proporre un prezzo per le notti ancora libere guardando le date, la domanda e le regole scritte dal titolare, come suggerimento da approvare. E può rispondere alle domande più comuni sul sito, come gli orari della colazione e le regole del parcheggio, con le informazioni che l'albergo ha scritto.
Non deve fissare da sola le tariffe né applicarle sui portali senza un limite scritto da una persona. Non deve decidere un rimborso, un cambio di camera per un ospite arrabbiato o l'esito di un reclamo: sono decisioni con un volto, che chiedono qualcuno che risponda. Non deve nemmeno leggere i documenti degli ospiti su un servizio esterno senza che il fornitore sia stato nominato e regolato, perché un documento d'identità è un dato che non si manda in giro per comodità.
Il criterio per ogni funzione "intelligente" è uno solo: chi risponde dell'errore? Se la risposta è "una persona che ha controllato", va bene. Se è "nessuno, lo ha deciso il sistema", non va. È lo stesso criterio che si applica a qualunque dato personale: meno ne metti in mano a uno strumento esterno, meno ne devi spiegare. Un servizio di intelligenza artificiale che riceve nomi, mail e date di soggiorno degli ospiti è un fornitore che tratta dati personali, e va regolato come tale.
Quali errori evitare e da dove si comincia in trenta giorni?
Gli errori sono sei, e li ho visti quasi tutti più di una volta. Il primo è comprare il motore di prenotazione prima di misurare: si sceglie il sito più bello e si scopre dopo che non è collegato alla disponibilità. Il secondo è importare tutto com'è: ospiti doppi, prenotazioni passate ancora aperte e tariffe vecchie entrano nel sistema nuovo e lo rendono inaffidabile dal primo giorno. Il terzo è non nominare una persona: un gestionale senza un responsabile che lo aggiorna e che controlla i canali invecchia in tre mesi.
Il quarto è non formare la reception. Il sistema è bravo quanto la persona che inserisce la cancellazione: se alla reception si prende la disdetta "a voce, poi la metto", il dato non esiste e la camera resta chiusa. Il quinto è partire nel mese peggiore: la prima settimana di giugno o di agosto, con la sala colazione piena, non è il momento per provare un sistema nuovo. Il sesto è non provare il piano B: che cosa fa la reception se il sistema non risponde per un'ora? Una pagina stampata con le camere dei prossimi tre giorni e una regola scritta sul margine di sicurezza valgono più di un contratto di assistenza.
Da dove si comincia, in trenta giorni, è questo. Nei primi sette si contano i canali aggiornati a mano e si calcolano le sei voci del costo con i dati dell'anno scorso, segnando quali sono misure e quali stime. Nella seconda settimana si confronta ogni mattina il tabellone con i portali, per scoprire quante notti risultano chiuse per errore. Nella terza si chiedono due o tre dimostrazioni a prodotti che si colleghino ai tuoi portali, portando le prenotazioni vere e un caso di cancellazione. Nella quarta si sceglie, si chiede come si esportano i dati, si fissa la partenza per un mese tranquillo.
Se dopo sei mesi le notti chiuse per errore e le ricollocazioni non sono scese, il difetto non è del programma, o non solo: è che qualcuno scrive ancora la disponibilità fuori dal sistema. Per questo la misura si ripete, con lo stesso metodo, e si scrive dove tutti la vedono. Un sistema che costa tremila euro l'anno e restituisce ventimila di camere vendute e ore risparmiate è un risultato che si vede, e che chi lo ha ottenuto mostra con orgoglio al commercialista.
E se il numero dice che non è il tuo problema?
Può darsi che, fatta la misura, i canali aggiornati a mano siano uno o due, le ricollocazioni zero e le notti chiuse per errore quasi nessuna. È una buona notizia, e vale la pena dirlo chiaramente: in quel caso un gestionale hotel non ti serve, o ti serve un channel manager da quaranta euro al mese, e chi ti dice il contrario ti sta vendendo qualcosa.
In quel caso il collo di bottiglia, se c'è, è quasi sempre altrove. Se le camere sono piene ma gli utili non crescono, il problema sono i costi del personale, dell'energia o delle commissioni sul ristorante, e un programma non li risolve. Se la struttura è vuota a novembre e piena ad agosto, il problema è la stagionalità, e si risolve con un'offerta per un altro tipo di ospite, non con il software. Se hai otto camere e sei sempre alla reception, non serve un sistema: serve una persona che continui a conoscere gli ospiti per nome e un quaderno per ricordare chi torna.
E c'è un caso in cui il software non è la risposta nemmeno con numeri brutti: quando gli ospiti scelgono altrove perché la struttura non è più quella che cercavano. Un albergo con camere datate, una colazione deludente e una reception che non risponde non ha un problema di gestionale, ha un problema di prodotto, e le doppie prenotazioni sono soltanto il termometro che lo segnala.
Se sei arrivato fin qui, probabilmente hai in mente il tuo sabato di giugno. Prima di guardare qualunque dimostrazione, conta i canali che aggiorni a mano e le volte che l'anno scorso hai ricollocato un ospite. Poi guarda quanto passa fra una cancellazione e la riapertura della camera su tutti i canali. Se i canali sono quattro o più, se hai ricollocato più di sei ospiti o se la riapertura dipende da chi è di turno, hai già la risposta. Il resto è un progetto, non una scelta di prodotto.
Se vuoi un secondo sguardo sul tuo caso, la strada è la consulenza software. E quando la soluzione giusta è un pezzo costruito attorno al tuo modo di lavorare, per una rete di strutture, un gruppo con più marchi o un'offerta che nessun prodotto sa vendere, lo trovi spiegato nella pagina sul software su misura. Per i pezzi che stanno attorno a un albergo, trovi anche il gestionale ristorante, il software per i turni del personale, il software per le presenze e il gestionale CRM per chi vuole far tornare gli ospiti.
Domande frequenti
Dipende dalla strada. Un prodotto già pronto per alberghi, con channel manager e motore di prenotazione, costa di solito fra 1.500 e 4.800 euro l'anno per una struttura di quaranta camere, con un avviamento fra 500 e 2.000 euro. Un gestionale con moduli per ristorante e sala congressi sta fra 4.000 e 9.000 euro l'anno. Un pezzo su misura accanto a un prodotto costa fra 25.000 e 60.000 euro il primo anno e conviene solo oltre le 136 camere circa, o con più strutture.
Si contano tre numeri. I canali di vendita che aggiorni a mano, le volte che l'anno scorso hai dovuto ricollocare un ospite per una doppia prenotazione, e il tempo fra una cancellazione e la riapertura della camera su tutti i canali. Con uno o due canali e nessuna ricollocazione basta un foglio o un channel manager; con quattro o più canali, o più di sei ricollocazioni, un gestionale completo si ripaga.
Sei voci: camere libere perché chiuse per errore su un canale, tempo di reception speso a ricopiare, commissioni evitabili sulle prenotazioni dirette mancate, prima nota e tassa di soggiorno a mano, tariffe non alzate nelle notti quasi piene e doppie prenotazioni. In un hotel con 40 camere e 1,2 milioni di fatturato valevano circa 51.250 euro l'anno, il 4,3 per cento. Sotto il 2 per cento non è una priorità, sopra il 4 quasi certamente sì.
No. Il channel manager allinea disponibilità e prezzi fra i portali, il motore di prenotazione incassa le prenotazioni dirette dal sito. Un gestionale hotel, o PMS, li tiene insieme a scheda ospite, registrazione per la Questura, tassa di soggiorno, conto con caparre ed extra e fattura. Ogni pezzo da solo risolve una parte: il valore sta nel fatto che ognuno legge ciò che ha scritto l'altro.
No, può preparare ma non decidere. Aiuta a scrivere le bozze di risposta agli ospiti, a riassumere la settimana e a suggerire un prezzo per le notti libere secondo regole scritte dal titolare. Non deve fissare tariffe sui portali senza un limite scritto, decidere rimborsi o reclami, né leggere documenti degli ospiti su un servizio esterno non regolato. Il criterio è chi risponde dell'errore: deve essere una persona.
Per quasi tutti gli alberghi un prodotto già pronto, che ha già channel manager, ospiti e adempimenti. Il pezzo su misura conviene oltre le 136 camere circa, con una rete di sei o sette strutture, o quando hai regole che nessun prodotto conosce: pacchetti con escursioni, tariffe che passano da una struttura all'altra, un conto unico per più sedi. Altrimenti un piccolo ponte fra prodotto e contabilità, da circa 5.000 euro, basta.
